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Perchè il latte fa male?

Per primi sono stati gli omeopati, seguiti dagli osteopati ed ultimamente anche diversi gastroenterologi e nutrizionisti ad appoggiare le ricerche scientifiche che dimostrano la scarsa digeribilità e tolleranza del latte nell’adulto.

Sempre dal settore sanitario hanno controbattuto i non meno convinti sostenitori del latte come alimento indispensabile. Nasce così l’ormai antico dilemma sull’utilità di questo alimento per l’individuo adulto.

Qui colgo l’occasione per introdurre un concetto che ho sempre ritenuto valido e applicabile in generale a ogni forma di alimento: si tratta del rapporto tra benefici, controindicazioni e compatibilità biologica dell’alimento per un individuo.

Ecco alcune domande che sono solito pormi ogni volta che valuto un alimento.

  1. da quali molecole è composto e in quali quantità / percentuali?
  2. quali di queste molecole sono indispensabili per il nostro organismo e quali invece sono dannose?
  3. in 40.000 anni di evoluzione della nostra specie, quanto è stato presente in questa forma nella nostra alimentazione?
  4. in base alla mia esperienza professionale, quali effetti provoca sulle persone che ne fanno uso?

Devo dire che seguendo queste semplici regole, coadiuvate da una approfondita conoscenza della fisiologia alimentare umana, sono spesso riuscito a dare dei consigli che hanno portato le persone a migliorare il proprio stato di benessere.

Il latte ha la seguente composizione chimica

  • acqua (87%);
  • glucidi, principalmente lattosio (ca. 5%);
  • lipidi (ca. 3,6%), principalmente trigliceridi;
  • proteine (ca. 3,2%): 75% caseine, 25% lattoalbumine e lattoglobuline (circa 3g ogni 100g di latte);
  • sali minerali (circa 113 mg di calcio ogni 100 di latte);
  • vitamine, enzimi e oligoelementi.

Ponendo a confronto questi dati con quelli relativi ad altri alimenti emergono informazioni e considerazioni interessanti.

  1. Osservate il contenuto di proteine ad alta qualità biologica (vd profilo amminoacidico) in 100g dei seguenti alimenti e poi concludete se il latte può ancora definirsi un alimento importante per le fonti proteiche: Tonno 23 g; Carni bianche 22 g; Lenticchie 26 g; Uovo 12 g; Farro 15 g; Soia bevanda 3g.
    Non solo si evince palesemente che perfino un cereale come il farro ha 4 volte il contenuto proteico del latte (senza parlare degli alimenti nobili come carne, pesce, legumi e uova), ma addirittura le bevande di soia ne contengono la stessa quantità.
  2. Vediamo ora il contenuto del tanto esaltato calcio (e ci sarebbe da discutere anche sul fatto che integrarlo possa servire a qualcosa contro l’osteoporosi). Facciamo lo stesso esperimento di prima: Rosmarino 1280 mg; Mandorle 279 mg; Rucola 160 mg. E questi sono solo alcuni esempi di come anche per il calcio ci sia una vasta scelta di alternative ben più valide.
  3. Per quanto riguarda i carboidrati non credo ci sia bisogno di precisare che la scelta di alternative sia vastissima senza contare che ormai quasi tutti gli adulti sono poco tolleranti al lattosio.
  4. Facciamo un ulteriore riflessione sul fatto che nessun mammifero (in natura) si nutre, dopo lo svezzamento, di latte di altri mammiferi e dunque bisognerebbe riflettere se l’apparato digerente umano sia stato progettato per digerire e assimilare il latte di un erbivoro con 2 stomaci.

    Infine si potrebbe anche far luce sul fatto che bere sporadicamente un po’ di latte di piccoli erbivori selvatici non ha niente a che vedere col nutrirsi quotidianamente con il latte prodotto da animali allevati e nutriti in modo artificiale.

    Vi lascio con un ultimo interrogativo: come mai negli ultimi 50 anni siamo stati così pesantemente condizionati dai media e dalle grandi distribuzioni a consumare il latte come alimento primario? Non vi ricorda qualcosa lo slogan “più latte e meno cacao”? Sarà un caso che 3 tra i giganti del mercato mondiale debbano la loro fortuna proprio a questo alimento? Come mai ce lo ritroviamo continuamente in tutti i prodotti confezionati? Avrà a che fare con gli immensi allevamenti intensivi di bovini (portati ad un tale eccesso da aver portato alcuni studiosi a pensare che il loro numero possa avere qualcosa a che fare addirittura con l’effetto serra)?

    Nella mia esperienza quotidiana ho capito che il latte è in definitiva un’eccezionale business commerciale, che non ha proprio niente di indispensabile, che può essere egregiamente sostituito con prodotti molto più naturali, compatibili e ricchi di nutrienti e per finire che da quando non bevo più il latte sto decisamente molto meglio!