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Come riconoscere un buon personal trainer

Come distinguere i veri professionisti del fitness in una giungla di abusivi improvvisati?

Si sentono tanti falsi miti sui fattori che permettano di identificare un buon personal trainer, ma quali strumenti oggettivi possono avere gli utenti? Ecco alcuni consigli pratici.

1. Lavoro Full time: agenda piena e posizione professionale regolare

Il primo grande fattore è il successo professionale e dunque la garanzia che un personal trainer svolga tale professione come attività principale (meglio ancora se esclusiva) e in regola da un punto di vista fiscale. Un vero specialista non ha bisogno di fare un secondo lavoro né utilizza questa professione come ripiego: per lui è una missione di vita, ci si dedica a tempo pieno dunque ha un cospicuo numero di clienti, un attività ben avviata sulla quale investe il proprio futuro personale e professionale e non può certo esimersi dal dichiarare in modo trasparente la propria posizione fiscale (meglio se partita iva).

2. Rapporto con la struttura operativa: studio privato o centro fitness di buon livello

Il vero professionista lavora in proprio, non è un dipendente e paga un affitto alla struttura dove opera. Un professionista non può permettersi di lavorare al parco o nella palestra comunale e soprattutto non ha problemi ad investire risorse in uno studio personale o a trovare accordi con strutture di buon livello. In questo lavoro l’abito spesso fa il monaco. Strutture prestigiose chiedono alti standard ai propri collaboratori e solo un personal trainer di alto livello riesce a sostenere i ritmi e le spese di una struttura ben organizzata.

3. Titoli e certificazioni: la laurea non è tutto!

Purtroppo in questo settore essere laureati è importante, ma non sufficiente. In Italia le migliori certificazioni sono la ISSA, la FIPCF, la FIPE e la ELAV ma in ogni caso un professionista dovrebbe rendere pubblico (meglio sul proprio sito internet) il proprio curriculum che dovrebbe essere il primo biglietto da visita ma indispensabilmente allegato ad almeno 5 anni di esperienza professionale full time. In ogni caso la materia più affine a questa professione è la Kinesiologia che può essere arricchita dalla Fisioterapia o all’Osteopatia.

4. Sito internet e pubblicazioni: produrre contenuti scientifici più che book fotografici!

Il professionista si aggiorna continuamente, studia (non sulle riviste che si trovano in edicola) e produce articoli scientifici collaborando con professionisti di discipline affini (nutrizionisti, fisioterapisti, medici ecc..). Da questo punto di vista il blog personale dovrebbe essere utilizzato per fornire agli utenti più informazioni possibili sul proprio lavoro e sui servizi offerti, piuttosto che un book fotografico sui propri addominali.

Insomma “fare” il Personal Trainer non basta per “essere” un personal trainer con la P maiuscola.